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Economia e società

L’economia non è una dimensione autonoma e separata dalla società. Le decisioni assunte dalle imprese, dalle istituzioni e da chi esercita funzioni di leadership incidono sulla distribuzione delle risorse e delle opportunità, sulla qualità del lavoro, sulla tutela dell’ambiente e sulla vita delle comunità.

La riflessione di Cinzia Pilo si inserisce nell’evoluzione del pensiero economico che ha progressivamente superato una concezione dell’impresa orientata esclusivamente alla creazione di valore per gli azionisti. Dalla Stakeholder Theory ai principi dello sviluppo sostenibile, dalla Triple Bottom Line ai criteri ESG e ai modelli di leadership responsabile, il ruolo delle organizzazioni si è ampliato fino a comprendere le conseguenze sociali, ambientali e istituzionali delle loro attività.

Il profitto rimane una condizione essenziale per la solidità delle imprese, ma non può costituirne l’unico criterio di successo. La capacità di generare risultati economici deve essere accompagnata dalla tutela dei diritti, dalla qualità della governance e dalla creazione di valore durevole per lavoratrici e lavoratori, clienti, comunità, istituzioni e generazioni future.

Nessun modello organizzativo, tuttavia, può produrre automaticamente comportamenti responsabili. Codici etici, bilanci di sostenibilità, sistemi di compliance e indicatori ESG sono strumenti necessari, ma la loro efficacia dipende dalle persone chiamate a interpretarli e ad applicarli. Le organizzazioni non possiedono una volontà o una coscienza autonome: sono sempre persone a definire le strategie, allocare le risorse, stabilire le priorità e decidere quali interessi privilegiare quando gli obiettivi economici entrano in tensione con quelli sociali o ambientali.

Da questa consapevolezza nasce il concetto di Personal Social Responsibility, elaborato da Cinzia Pilo per riportare la responsabilità al suo livello originario: la persona. La PSR non sostituisce la responsabilità sociale d’impresa, la sostenibilità o i modelli ESG, ma li completa, riconoscendo che nessuna organizzazione può essere più responsabile delle persone che la guidano.

La Personal Social Responsibility descrive la scelta di mettere competenze professionali, capacità manageriali, esperienza e relazioni al servizio della prosperità della società o di cause sociali. Nasce dall’incontro tra consapevolezza, libertà e responsabilità: comprendere il proprio potenziale di impatto, scegliere a quale finalità orientarlo e riconoscere che la possibilità di incidere sulla realtà comporta anche il dovere di interrogarsi sull’uso del proprio potere.

In questa prospettiva, la leadership non è soltanto una funzione tecnica orientata al raggiungimento dei risultati. È anche una pratica morale e relazionale, perché ogni decisione produce conseguenze che superano i confini dell’organizzazione. Dirigere, innovare, negoziare, comunicare, costruire reti e risolvere problemi complessi sono competenze che possono essere impiegate non soltanto per il successo professionale, ma anche per contribuire alla costruzione del bene comune.

Questa sezione raccoglie analisi e contributi dedicati ai modelli economici sostenibili, alla responsabilità delle imprese e delle persone, al purpose, alla leadership e al rapporto tra innovazione, sviluppo e impatto sociale.

Contributi e interviste

  • Ruoli diversi tra Business Development e Onlus. Area Commerciale, Marketing, Comunicazione
    Articolo nel libro Professioni 4.0
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  • L’Open Banking
    Intervista a Fintech Advisor
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  • The Innovation Group — Speakers
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  • Rapporto 2021: Italia Cashless. Cambiamenti in atto e prospettive future
    Contributo alla pubblicazione
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  • La Personal Social Responsibility e le Malattie Rare
    Intervista ad Università Mercatorum
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  • Discriminazione di genere e cultura aziendale: «punizioni e mezze scuse danneggiano la reputazione»
    Intervista a HRheroes
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